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VOCABOLARIO FINANZIARIO

Face value (valore nominale)

Il valore scritto su un titolo che può anche essere diverso dal valore di mercato.

Fallimento

Condizione finanziaria per cui l'azienda non è più in grado di pagare i propri debiti. Le leggi sul fallimento provvedono alla riorganizzazione o alla liquidazione dei beni societari per pagare i creditori.

Famiglia di fondi

Una società di gestione può offrire una pluralità di fondi, distinti e ognuno con il proprio obiettivo di investimento. Le famiglie di fondi sono raggruppamenti di prodotti, spesso accumunati da un unico prospetto informativo, e consentono generalmente agli investitori di trasferire il loro impiego tra i diversi fondi (switch) pagando commissioni ridotte.

Fatturato

Il volume di affari che risulta dal totale delle fatture emesse da un'impresa.

Federal reserve bank

Ciascuna delle 12 banche che costituiscono il federal reserve system degli USA.

Federal reserve board

Il consiglio si occupa del controllo sull'esatta applicazione delle leggi bancarie americane.

Federal reserve system

Sistema di riserva federale delle banche americane che funziona sostanzialmente come una banca centrale.

Fido bancario

Il fido bancario è un prestito accordato dalla banca al cliente sotto forma di nuove disponibilità liquide sul conto corrente. Questo prestito deve essere remunerato da parte del cliente che si trovasse "in rosso". Il fido accordato dipende dalle garanzie fornite e dalla capacità negoziale del cliente nei confronti della banca.

Fiduciario

Una persona che amministra e custodisce i beni altrui.

Fill or kill (Tutto o niente)

Un ordine che richiede l'esecuzione dell'intera quantità immediatamente e al prezzo specificato. In caso contrario l'ordine viene cancellato.

Final dividend (dividendo di fine anno)

Il dividendo riconosciuto da una società alla fine dell'anno finanziario. il dividendo viene proposto dagli amministratori ma autorizzato dagli azionisti durante la riunione annuale.

Financial statement (rendiconto finanziario)

Uno dei rapporti periodici che l'azienda emette riguardo alle proprie attività. Comprende il bilancio patrimoniale, il conto economico, la dichiarazione degli utili non distribuiti e dichiarazioni relative all'impiego di fondi.

Firma congiunta/disgiunta

Un conto corrente può essere intestato a più persone (ad esempio moglie e marito). Se un conto di questo tipo è a "firma congiunta", vuol dire che quando uno dei titolari vuole prelevare dei soldi, devono firmare anche gli altri. Nel conto a "firma disgiunta", invece, ognuno può prelevare per conto proprio

Firma digitale

La "firma digitale" (che non ha nulla a che vedere con una firma scritta a penna) è un sistema che ci permette di porre un segno di riconoscimento elettronico nelle transazioni effettuate o nei documenti inviati tramite Internet. Al momento non tutte le istituzioni consentono questa pratica.

Firma digitale

La "firma digitale" (che non ha nulla a che vedere con una firma scritta a penna) è un sistema che ci permette di porre un segno di riconoscimento elettronico nelle transazioni effettuate o nei documenti inviati tramite Internet. Al momento non tutte le istituzioni consentono questa pratica.

Fiscal year (anno finanziario, anno contabile)

Negli Stati Uniti il termine è impiegato come sinonimo di financial year, esercizio finanziario.

Fixed riserve floater

Tecnica di remunerazione di titoli obbligazionari, in base alla quale, in una prima fase, si offre una cedola a tasso fisso e, in una seconda fase, si offre una cedola a tasso variabile. I titoli con questa forma di remunerazione sono particolarmente graditi dagli investitori in periodi di incertezza sul futuro dei tassi di interesse.

Fixing

Fase finale di una giornata di negoziazione in cui viene fissato il prezzo di chiusura.

Flat (senza interessi)

Detto di un prestito o di un titolo venduto a un prezzo senza gli interessi maturati.

Floating Rate Note

Obbligazione a tasso variabile.

Flottante

Quando una società si quota in borsa, una parte delle azioni viene tenuta per sé dai suoi amministratori, al fine di mantenere il controllo sulle sue attività. La quantità di azioni che è invece in mano al pubblico degli investitori viene chiamata flottante. In generale, più il flottante è alto, più il valore del titolo è instabile, perché si alza il numero dei possibili scambi di azioni. In generale, si considera che un flottante intorno al 30% sia garanzia di una certa stabilità del titolo.

Flusso di cassa

Il contante ottenuto da un investimento o generato da un business, in un determinato periodo di tempo, meno l'esborso di cassa.

Fluttuazione di prezzo minima

Minima variazione di prezzo consentita per un dato contratto.

FMI (Fondo Monetario Internazionale)

Il Fondo Monetario Internazionale è un’organizzazione finanziaria sovranazionale con sede a Washington, fondata nel 1945 in seguito agli accordi di Bretton Woods. Attualmente fanno parte dell’organizzazione 183 paesi, che nominano un Consiglio dei governatori, formato dai ministri del Tesoro o grandi banchieri di ciascun paese membro. Le finalità del FMI, enunciate nell’articolo uno del suo statuto, sono: promuovere la cooperazione internazionale sulle questioni monetarie, agevolare una crescita equilibrata del commercio internazionale, favorire la stabilità dei cambi e fornire ai governi le risorse finanziarie per correggere gli squilibri nei pagamenti. Il Fondo concede prestiti a basso tasso d’interesse, ripagabili entro 5-10 anni. Molti paesi emergenti hanno fatto ricorso a questi aiuti: all’inizio degli anni '90 è stato il turno dei paesi dell'Europa dell'est, impegnati nel delicato passaggio a una economia di mercato. Dal 1998, al centro dell’attenzione del Fondo è stata la crisi finanziaria dei paesi asiatici e, più recentemente, la difficile situazione di Argentina e Turchia. Gli interventi del FMI, tesi a riassestare l’economia dei paesi in difficoltà e a porre le basi per una crescita duratura, non sono esenti da critiche. Sono oggetto di contestazione, in particolare, le condizioni imposte dal Fondo per la concessione di un prestito (i cosiddetti Piani di aggiustamento strutturale, accusati di non tenere conto dei possibili effetti socio-ambientali). Un’altra richiesta avanzata al Fondo, e sostenuta da una vasta campagna a livello mondiale, è la riduzione immediata del debito dei paesi più poveri.

Fondi attivi e fondi passivi indicizzati

Il gestore di un fondo può scegliere due comportamenti nell’amministrazione di un portafoglio collettivo. Deve infatti decidere se indirizzarsi su titoli che seguano l’andamento medio del mercato senza troppi scossoni, o rischiare investimenti che si discostino da questo. Si immagini che un gestore investa in titoli azionari che compongono il Mib30. Il comportamento del fondo sarà sempre assai simile a quello di tale indice, e il rendimento sarà passivamente legato all’evoluzione del mercato italiano. In questo caso il fondo si dice passivo o indicizzato, proprio perché legato strettamente a un indice di borsa. Si supponga invece (fondo attivo) che il gestore, a prezzo di analisi ovviamente più laboriose, decida di rischiare su titoli fuori dall’indice che promettono di crescere assai più della media: se effettuerà scelte vincenti, porterà ai sottoscrittori del suo fondo utili maggiori del suo collega “passivo”, ma se le decisioni saranno errrate esporrà i propri clienti a perdite maggiori. Spesso i fondi attivi, anche a causa dei costi maggiori, non superano di molto il rendimento di quelli passivi. Tuttavia, conoscere e saper riconoscere nettamente a quale dei due stili di gestione si ispira il fondo è determinante per comprenderne i risultati ed eventualmente giustificare i costi supportati.

Fondi avvoltoio

I fondi avvoltoio (come in modo colorito suggerisce il loro nome) sono fondi comuni, soprattutto americani, specializzati nell'investire su società fallite. Il rischio, evidentemente, è altissimo, ma in caso il fondo riesca a risollevare la società pagandone i debiti e rivitalizzando le attività produttive, può realizzare grandi profitti.

Fondi lussemburghesi storici

La legge che ha permesso ai fondi comuni di nascere in Italia risale al 1984. Prima di allora le società di gestione che volevano offrire dei fondi agli investitori italiani dovevano avere sede in Lussemburgo. Da qui la denominazione di "fondo lussemburghese".

Fondi pensione

Sono fondi di investimento destinati a fornire ai lavoratori una pensione aggiuntiva a quella della previdenza statale. I fondi pensione, rispetto agli ordinari fondi comuni, godono di particolari benefici fiscali e si dividono in due categorie: fondi pensione chiusi o aperti. I fondi chiusi, anche definiti negoziali, sono destinati ai lavoratori di una determinata categoria o di una determinata azienda. I fondi pensione aperti sono gestiti da società abilitate, e sono rivolti in modo particolare ai lavoratori autonomi, liberi professionisti e lavoratori dipendenti che non abbiano aderito a fondi negoziali.

Fondo / sicav di diritto estero

I fondi/sicav di diritto estero sono fondi comuni o comparti di sicav che, pur essendo venduti sul mercato italiano, sono gestiti da società straniere. Nella maggior parte dei casi i gestori sono società straniere appartenenti a gruppi italiani, ma sono numerosi anche i fondi/comparti "esteri-esteri" di gestori effettivamente stranieri. I fondi/comparti di diritto estero la cui vendita è autorizzata in Italia si dicono "autorizzati". Se, inoltre, il fondo si inserisce in una delle categorie di assogestioni, si dice "classificato". Nel caso di fondi autorizzati ma non classificati, diventa ovviamente più difficile fare confronti di performance. Rispetto ai fondi di diritto italiano, quelli di diritto estero godono di un trattamento fiscale differente. Tra i fondi di diritto estero non sono generalmente inclusi i cosiddetti "lussemburghesi storici", i fondi che alcuni gestori avevano aperto in Lussemburgo prima che fossero autorizzati i fondi italiani, e che sono tassati sostanzialmente nello stesso modo.

Fondo a distribuzione di proventi

Nella maggior parte dei fondi comuni, chi investe non riceve alcun profitto fin quando non liquida le quote che ha comprato. Esistono però dei fondi chiamati "a distribuzione di proventi" in cui, ogni anno, il gestore distribuisce ciò che è stato guadagnato, tutto o in parte, sotto forma di dividendi.

Fondo aperto

Così come per un normale salvadanaio che può essere svuotato quando si ha bisogno di liquidità, anche ai fondi aperti, si può aderire o uscire in qualsiasi momento comprando o vendendo le quote. La stragrande maggioranza dei fondi comuni è di questo tipo.

Fondo azionario

Un fondo il cui patrimonio è investito prevalentemente in titoli azionari.

Fondo bilanciato

Fondo comune di investimento che ripartisce le proprie attività tra obbligazioni, azioni ordinarie e azioni privilegiate. Assogestioni ne prevede tre famiglie: i bilanciati puri, i bilanciati azionari e i bilanciati obbligazionari.

Fondo chiuso

In un fondo chiuso, il numero di quote distribuite all'inizio non cambia, e chi vuole entrare in questo tipo di fondo deve comprare in borsa le quote lasciate libere da chi esce.

Fondo comune

Un fondo comune è una cassa collettiva, un salvadanaio, che raccoglie il denaro di molti risparmiatori. Questi soldi non sono semplicemente custoditi, ma vengono gestiti da specialisti finanziari - società di gestione del risparmio iscritte ad un albo professionale (anche dette Sgr) - che investono in valori mobiliari come i titoli di stato (Bot o Cct), obbligazioni estere, azioni italiane o straniere e così via.

Fondo comune di investimento a capitale fisso

È un fondo comune di investimento il cui capitale, in un ammontare fisso, è stato raccolto al momento della costituzione del fondo. I titoli non vengono emessi e riscattati continuamente e i titoli in circolazione possono essere negoziati soltanto in borsa a un prezzo superiore al prezzo di inventario (premium) o inferiore (discount).

Fondo immobiliare

Un fondo che investe principalmente in azioni di società che agiscono nel settore immobiliare, in immobili residenziali e/o commerciali.

Fondo monetario

I fondi monetari investono in strumenti finanziari aventi scadenza inferiore a un anno e, generalmente emessi da soggetti di alta affidabilità, come buoni del tesoro, certificati di deposito e commercial paper.

Fondo no load

Un fondo viene definito no load quando il gestore del fondo non prevede commissioni di sottoscrizione e di vendita. In molti casi si tratta di un'operazione pubblicitaria e promozionale: capita infatti molto spesso che il gestore aumenti l'importo delle commissioni a carico del fondo (in particolare la commissione di gestione), percepite in maniera inferiore dai risparmiatori.

Fondo obbligazionario

Un tipo di fondo comune di investimento che concentra gli investimenti prevalentemente in titoli a reddito fisso.

Fondo pensione

Il fondo nel quale vengono raccolti i contributi di tutti i lavoratori e datori di lavoro che partecipano a un piano di pensionamento e dal quale vengono pagate le pensioni ai sottoscrittori. Questo fondo permetterà poi al soggetto beneficiario di disporre di un reddito regolare nel momento di ritiro dall'attività lavorativa.

Fondo senza spese

Un fondo comune di investimento che non richiede il pagamento di speciali commissioni di acquisto al sottoscrittore. Generalmente l'assenza di una commissione di ingresso viene compensata da commissioni più alte per la gestione.

Fondo specializzato

Un fondo comune che concentra i suoi investimenti su di uno specifico settore industriale o economico o su di una area geografica limitata.

Footsie

Espressione gergale con cui viene definito il FTSE, l'indice della Borsa di Londra, calcolato dal Financial Time per lo Stock Exchange.

Forchetta (di prezzo)

Differenza esistente in un certo momento tra la migliore proposta in acquisto e la migliore proposta in vendita sul book di un mercato telematico continuo. Si usa anche per definire l'intervallo di prezzo proposto per una nuova società che si quota in Borsa.

Forza relativa

Termine che, in analisi tecnica, descrive l'andamento di un titolo, in maniera percentuale, rispetto all'indice di Borsa o alle variazioni di quotazione di altri titoli. Nello specifico, si dice che un titolo possiede una forza relativa superiore quando il suo deprezzamento è inferiore (o il suo apprezzamento è superiore) a quello del mercato.

Future

È un contratto che impegna le controparti a vendere o comprare un certo ammontare di beni o di strumenti finanziari ad un prezzo e ad una data futura stabilita. Quando il prezzo effettivo del bene o dello strumento finanziario sottostante si avvicina o si allontana dal prezzo stabilito nel contratto il valore del contratto stesso (che può essere negoziato sul mercato dei future) si modifica, determinando un profitto o una perdita per il titolare.

 

 


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